Scomparsa di Alain Tavès

Con grande tristezza il 5 aprile scorso abbiamo appreso la notizia della scomparsa a ottantanove anni di Alain Tavès, architetto e collaboratore di Le Corbusier.

Il Consiglio dell'Archivio Cattaneo, anche a nome di tutti i soci, partecipa al dolore della famiglia.

La familiarità di Alain Tavès con Le Corbusier comincia il 20 dicembre 1945, lontano dai tavoli da disegno dello Studio al n. 35 di Rue de Sèvres. È a bordo del piroscafo Vernon S. Hood, durante la traversata Le Havre/New York, che il ragazzo Alain quattordicenne incontra Le Corbusier. Come amava ricordare, il momento più memorabile di questa traversata fu assistere al fianco di Le Corbusier al sorgere del sole sulla città di New York.

Nel 1954, durante gli studi di architettura, Alain ottiene un nuovo incontro con Le Corbusier. Sei anni dopo, il 1° giugno 1960, entra ufficialmente a far parte dello Studio di Rue de Sèvres 35 dove lavorerà, tra i molti progetti, alle chiuse del Kembs Niffer, allo stadio di Bagdad, al Palazzo dei Congressi di Strasburgo, al Centro di calcolo Olivetti. Collaborerà ugualmente ai progetti indiani del Museo della conoscenza, della Main Ouverte e del laboratorio elettronico della scienza.

Alla scomparsa di Le Corbusier, creerà con Robert Rebutato lo Studio di Architettura e d'Urbanistica TR che realizzerà il progetto postumo del Pavillon Le Corbusier a Zurigo.

Tra il 1971 e il 1974, sarà Maître de conférences alla Scuola di Belle Arti. In parallelo al mestiere d'architetto, come Le Corbusier prima di lui, Alain Tavès si dedicherà alla pittura a partire dagli anni '80.