ARCHIVIO CATTANEO

Piano Regolatore, 1934


Piano Regolatore, 1934 Bandito nel 1933 con l'obiettivo di definire le direttive generali della futura sistemazione urbana, delle comunicazioni locali e internazionali, dello sviluppo edilizio e del risanamento cittadino (con particolare riferimento al quartiere Cortesella), il concorso per il Piano Regolatore di Como viene aggiudicato nel 1934 al gruppo CM8 al quale Cattaneo partecipa ancora studente. Il gruppo, composto da cinque professionisti di Como (Giussani, Lingeri, Terragni e Uslenghi oltre a Cattaneo) e da tre di Milano (Bottoni, Dodi e Pucci), sviluppa il progetto applicando "la metodologia analitica delle funzioni: zonizzazione, previsioni demografiche distributive, vincoli di zona per il verde pubblico e privato, indagini sulla pendolarità e i traffici, decentramento industriale, isolamento dal centro storico, configurazione regionale e fondamentalmente proiezione ed estensione sul piano territoriale dei problemi della città" (Pietro Bottoni).
Anche se ben poco del piano, oltre tutto nei suoi contenuti più opinabili, troverà poi concreta attuazione, esso rimane una delle più significative applicazioni dei principi razionalisti nella costruzione della città.
"Il progetto del gruppo CM8 affronta la costruzione della "nuova Como" operando su due distinti fronti: il rinnovamento della vecchia città e la definizione di nuovi ambiti di sviluppo. Per la vecchia città, il progetto preconizza la demolizione e la ricostruzione di alcune parti dell'insediamento esistente ai fini del risanamento (come per la zona denominata Cortesella ed adiacenze) e dell'ambientamento di alcune emergenze monumentali (quali la Basilica di San Fedele e la Chiesa di San Giovanni in Atrio). Per tali interventi il progetto "lavora" sugli isolati, considerati come le cellule elementari di un unico complesso organico.
Per disciplinare l'ampliamento della città, il progetto delinea quali fulcri dello sviluppo i quartieri di Ponte Chiasso, Monte Olimpino, Tavernola, Rebbio, Camerlata e Lora ove ubicare nuovi abitanti ed insediamenti di carattere produttivo. Il principio perseguito è lo sviluppo policentrico della città: i quartieri vengono definiti quali organismi autosufficienti in cui la residenza di organizza attorno ad un centro civico, dotato di ampi spazi verdi, edifici assistenziali, culturali e sportivi.
Nel definire le nuove espansioni, le indicazioni di progetto vengono precisate sino all'aggregazione delle cellule abitative che riprendendo quanto affermato nei congressi internazionali di architettura moderna al riguardo delle tecniche di lottizzazione residenziale, risulta ordinata all'interno di due tipologie insediative prevalenti, le "case alte" e le "case in linea"" (La città razionalista, brochure della mostra, Cernobbio 2004).  


Bibliografia:

A. Pica, Il Piano Regolatore di Como, in "Architettura", a. XIII, n. 12, dicembre 1934, pp. 740-752.

E. Mantero, Giuseppe Terragni e la città del razionalismo italiano, Dedalo Editore, Bari 1969, pp. 108; 117-118; 121; 136; 144; 146-148; 150; 172; 175; 188. 

S. Danesi, Cesare Cattaneo. Neoplatonismo nell'architettura razionale del gruppo di Como, in "Lotus", n. 16, settembre 1977, pp. 89-121.

R. Fiocchetto, Cesare Cattaneo 1912-1943. La seconda generazione del razionalismo,Officina Edizioni, Roma 1987.

AA.VV., Cesare Cattaneo architetto. Le prefigurazioni plastiche, catalogo della mostra, New Press, Como 1989.

AA.VV., Cesare Cattaneo. First Monograph,Wiederhall 6/8

G. Consonni, Progetto del piano regolatore di Como. Concorso 1933-34, in G. Consonni, L. Meneghetti, G. Tonon (a cura di), Piero Bottoni. Opera completa, Milano 1990, pp. 215-218.

C. Cattaneo, Scritti di Architettura, vol. I e vol. II, Archivio Cattaneo Editore, Cernobbio 2010.

P.-A. Croset, Cesare Cattaneo 1912_1943. Pensiero e segno nell'architettura, catalogo della mostra tenutasi nel 2012 all'Accademia di San Luca in Roma, Archivio Cattaneo Editore, Cernobbio 2013.

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