ARCHIVIO CATTANEO

Villa sulla collina, 1931


La sequenza delle "ville sulla collina" potrebbe dunque essere maturata sia dentro sia fuori la Facoltà di Architettura: gli stimoli iniziali sarebbero potuti giungere a Cattaneo da molteplici suggestioni e non solo da quella suscitata dal paesaggio comasco del citato libro Paolo Pons. Paesaggio che Cattaneo aveva fermato in schizzi e disegni dal vero precedenti al 1932 (anno appunto di scrittura del libro) con le sue case sparse fra le colline e documentate in molti dei suoi album. A testimonianza dell'iniziale interesse di Cattaneo per il paesaggio abitato da case abbiamo anche gli album delle gite scolastiche che culminano con quella dell'aprile 1932 da Milano a Firenze e a Roma, con le immagini di paesaggi fra Siena e Montepulciano, Gubbio e Urbino, Todi e San Galgano, Orvieto e Perugia. Album con rapidi schizzi di colline, case isolate, gruppi di case. Immagini colte con un sguardo dal treno, fermate nella memoria, riportate sulla carta e a volte ridisegnate con maggiore accuratezza.

Per meglio inquadrare, se non comprendere, lo sviluppo del linguaggio di Cattaneo nella serie delle "ville sulla collina", molteplici sono i termini che concorrono a chiarire l'apparentemente repentino passaggio dalla rappresentazione di un'identità naturale fra casa e paesaggio alla ricerca di un confronto dialettico fra forme moderne e territorio: un confronto che Cattaneo stesso aveva così ben vivificato nella «magnifica unità della flotta lacuale lariana» da lui scorta nel Novocomum di Terragni.

La sequenza di studi e progetti per cinque "ville sulla collina" ci dà conto di un'evoluzione, che giungerà a maturità espressiva nella Villa al tennis dell'agosto 1932.


Bibliografia:

AA.VV., Cesare Cattaneo architetto. Le prefigurazioni plastiche, catalogo della mostra, New Press, Como 1989.

G. Ciucci, Cesare Cattaneo e le "case isolate", Archivio Cattaneo Editore, Cernobbio 2018. 

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